Pongo a disposizione della comunità di capursesi e di chiunque altro le mie modeste riflessioni su quanto accade, con la speranza di contribuire alla circolazione delle idee per migliorare la nostra piccola cittadina e di stimolare un confronto a più voci per cercare insieme le migliori soluzioni. Spero di avere un incoraggiante riscontro attraverso i commenti ed i sondaggi. Pino Mariani
giovedì 17 settembre 2009
Chi vuole, può mettersi in contatto con il sottoscritto per coordinare la raccolta e chiedere un incontro con il commissario.
Speriamo di raggiungere qualche risultato.
Pino Mariani
Di seguito, il testo della petizione.
FOGLIO N. …........
AL COMMISSARIO PREFETTIZIO DEL COMUNE DI CAPURSO
PETIZIONE POPOLARE
EX ART. 50 DELLO STATUTO COMUNALE
I SOTTOSCRITTI CITTADINI ELETTORI DEL COMUNE DI CAPURSO,
COSTATATA LA GRAVE SITUAZIONE IN CUI VERSA TUTTO IL VERDE PUBBLICO COMUNALE ED IN PARTICOLARE:
CONSTATATO LO STATO DI ABBANDONO:
– DEL PARCO COMUNALE DI VIA CASAMASSIMA;
– DELLA VILLA COMUNALE DI VIA MADONNA DEL POZZO;
– DELLA VILLA DI LARGO SAN FRANCESCO;
– DEL VERDE DI LARGO PISCINE;
– DEL VERDE DELLA VIA DI CELLAMARE;
– DEL VERDE URBANO DELL'AREA A PARCHEGGIO DEL CAMPO SPORTIVO COMUNALE;
– DEL VERDE DI DECORO URBANO NELLE ALTRE STRADE DEL PAESE
– DEL VERDE DI PERTINENZA DELLE AREE SCOLASTICHE;
CONSIDERATO CHE TUTTO IL VERDE URBANO E' COSTATO INGENTI RISORSE PUBBLICHE;
CONSIDERATO CHE TUTTE TALI AREE A VERDE URBANO NON RISULTANO FRUIBILI DAI CITTADINI;
RAVVISATA LA NECESSITA' DI RENDERE URGENTEMENTE FRUIBILE TUTTE LE AREE DESTINATE A VERDE
URBANO ED IN PARTICOLARE LA VILLA COMUNALE DI VIA MADONNA DEL POZZO ED IL PARCO DI VIA
CASAMASSIMA E TUTTE LE STRUTTURE IN ESSO ESISTENTI, SECONDO L'ORIGINARIA IMPOSTAZIONE PROGETTUALE.
TANTO PREMESSO, I SOTTOSCRITTI, AI SENSI DELL'ART.50 DELLO STATUTO COMUNALE, CON IL PRESENTE ATTO
FORMULANO LA SEGUENTE
PETIZIONE POPOLARE
AFFINCHE' SIANO ADOTTATI, CON OGNI POSSIBILE URGENZA, TUTTI GLI OCCORRENTI PROVVEDIMENTI DI COMPETENZA
COMUNALE PER GARANTIRE CHE TUTTO IL VERDE URBANO SIA MANTENUTO IN BUONO STATO IN MODO DA RENDERLO
FRUIBILE DA PARTE DELLA CITTADINANZA. IN PARTICOLARE I SOTTOSCRITTI CHIEDONO CHE SIANO ADOTTATI CON
URGENZA IDONEI PROVVEDIMENTI PER GARANTIRE LA FRUIZIONE PUBBLICA DELLA VILLA COMUNALE DI VIA MADONNA
DEL POZZO ED IL PARCO DI VIA CASAMASSIMA APRENDO ALL'USO PUBBLICO LE INFRASTRUTTURE IN ESSO PRESENTI
(PANCHINE, PUBBLICA ILLUMINAZIONE, GIOCHI PER BAMBINI, CAMPO DI PALLACANESTRO, PISTE DI SKATEBOARD, FONTANE
PUBBLICHE, CAMPO DI BOCCE, ETC).
I SOTTOSCRITTI:
CHIEDONO CHE LA PRESENTE RICHIESTA SIA TEMPESTIVAMENTE ISTRUITA ENTRO I TERMINI DI CONCLUSIONE DEI
PROCEDIMENTI AD ISTANZA DI PARTE AI SENSI DELL'ART. 2 DELLA LEGGE 7 AGOSTO 1990 N. 241.
E CHIEDONO CHE OGNI RICHIESTA DI CHIARIMENTO E LA CONCLUSIONE DEL PROCEDIMENTO SIA COMUNICATA
FORMALMENTE ALL'AVV. GIUSEPPE MARIANI, A TAL FINE DELEGATO DAI SOTTOSCRITTI, RESIDENTE IN CAPURSO ALLA
VIA S. ANNIBALE MARIA DI FRANCIA N. 34 (TEL. 338 968 80 90).
SI FORMULA ESPRESSA RICHIESTA DI AUDIZIONE PRIMA DELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO CONCLUSIVO.
AUTORIZZAZIONE AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI
AI SENSI DELL’ART. 13 DLGS. 196/2003
Ai sensi dell'articolo 13 del Dlgs. n. 196/2003, relativo alla tutela delle persone e di altri
soggetti rispetto al trattamento di dati personali, il trattamento dei dati che ci sta affidando
sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della sua riservatezza e dei suoi diritti.
La informo, pertanto, che:
1.- I dati da lei forniti verranno trattati per le seguenti finalità: istruttoria della petizione per la manutenzione del verde pubblico da parte del Comune di Capurso.
2.- Il trattamento sarà effettuato con modalità manuale o informatizzata.
3.- I dati non saranno comunicati ad altri soggetti, né saranno oggetto di diffusione.
4.- Il titolare e responsabile del trattamento è l'avv. Giuseppe Mariani residente in Capurso alla via S. Annibale Maria Di Francia n. 34.
5.- In ogni momento potrà esercitare i Suoi diritti nei confronti del titolare del trattamento, ai
sensi dell'art. 7 del D.lgs.196/2003.
Il sottoscritto, con la firma della petizione, presta il suo consenso al trattamento dei dati personali per i fini indicati nella
suddetta informativa.
N. COGNOME NOME INDIRIZZO FIRMA Telefono
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lunedì 7 settembre 2009
E' finalmente finita l'epoca dei Photored!
L'estate è ormai finita ed è doveroso riprendere il diario capursese.
Finalmente, da circa una settimana, sono state rimosse le apparecchiature del Photored!
Il contratto con la ditta appaltatrice, regalatoci dall'amministrazione di centrosinistra che dal 1996 ha "governato" Capurso, è finalmente scaduto e la commissaria prefettizia ha pensato bene di non rinnovarlo.
Peraltro, trattandosi di un contratto continuativo, non avrebbe neppure potuto rinnovarlo, a meno di non incorrere in pesanti sanzioni da parte dell'Unione Europea.
Sarebbe interessante sapere quanto è venuto a costare al Comune di Capurso la gestione dei Photored affidata alla ditta appaltatrice.
Ad oggi non si conoscono i numeri complessivi di questo affare ma si può ragionevolmente ritenere che abbia prodotto svariate centinaia di migliaia di Euro di utili, ad eccezione dei mancati proventi delle migliaia di multe contestate e non confermate dalla Prefettura di Bari ovvero annullate dal Giudice di Pace di Rutigliano.
Per completezza di dati si dovrebbero calcolare anche gli oneri indiretti derivanti dalla dedizione quotidiana di un paio di vigili urbani per visionare le fotografie ed adempiere alle formalità di notifica, oltre al costo per garantire la difesa del Comune davanti al Giudice di Pace.
Quanto è costato l'affare Photored?
Quali vantaggi ha portato alla Comunità capursese in termini di maggiore sicurezza stradale?
Sarebbe interessante che qualche ex amministratore risponda a queste semplici quanto significative domande.
Se qualcuno legge, si faccia avanti.
Pino Mariani
sabato 25 luglio 2009
IL TESTO DELLA PETIZIONE PER FAR RIAPRIRE IL PARCO COMUNALE DI VIA CASAMASSIMA
Dopo due giorni di quasi 4o gradi all'ombra, stasera sembra che una leggera brezza stia abbassando la temperatura del solleone.
Mi sarebbe piaciuto evitare la calura di casa, facendo una lenta passeggiata nel parco di via Casamassima e, caso mai, leggere qualcosa rilassato su una panchina.
L'attesa, tuttavia, è stata delusa.
Il parco è ufficialmente chiuso.
La prova, oltre che dall'evidente chiusura dei cancelli, mi è stata offerta dal Comandante della Polizia Municipale, Antonio Sincero, che pocò fa ha redarguito un gruppetto di ragazzi armati di skateboard, che hanno scavalcato la recinzione per fare le loro piroette acrobatiche sulla pista da skate, che fu voluta, meritoriamente, da Gioacchino Carella, ex vicesindaco della Giunta in carica fino al 2005.
Altre decine di persone sono venute per godere del parco comunale ma hanno dovuto dare spazio alla delusione, nel vedere i cancelli chiusi.
Speravo che l'arrivo della commissaria prefettizia restituisse immediatamente ai cittadini capursesi gli spazi pubblici che gli appartengono. Fino ad ora, però, cresce lo stato di abbandondo e di degrado di tutte le aree pubbliche che sono oggettivamente inaccessibili proprio nel periodo dell'anno in cui dovrebbero essere maggiormente fruibili.
Come cittadini capursesi non possiamo rassegnarci a questa situazione.
I beni pubblici devono essere resi utilizzabili con la massima urgenza e da parte della maggior parte della popolazione.
Per la riapertura del parco comunale, invito tutti i lettori a raccogliere, anche autonomamente, le firme dei propri amici e conoscenti, inviandole alla commissaria prefettizia, affinché assuma con ogni urgenza gli opportuni e necessari provvedimenti.
Il testo della petizione da inviare alla commissaria prefettizia potrebbe essere il seguente:
AL COMMISSARIO PREFETTIZIO DEL COMUNE DI CAPURSO
PETIZIONE EX ART. 50 DELLO STATUTO COMUNALE
IL/LA SOTTOSCRITTO/A, ...........................................................................................................
CITTADINO ELETTORE DEL COMUNE DI CAPURSO,
COSTATATA LA GRAVE SITUAZIONE DI ABBANDONO IN CUI VERSA IL PARCO COMUNALE DI VIA CASAMASSIMA;
CONSIDERATO CHE NON SONO PASSATI NEPPURE CINQUE ANNI DALL'APERTURA E CHE E' COSTATO INGENTI RISORSE PUBBLICHE;
CONSIDERATO CHE TALE PARCO RISULTA CHIUSO E COMUNQUE CON STRUTTURE DIVENUTE INACCESSIBILI AI CITTADINI;
RAVVISATA LA NECESSITA' DI RENDERE URGENTEMENTE FRUIBILE IL PARCO E TUTTE LE STRUTTURE IN ESSO ESISTENTI, SECONDO L'ORIGINARIA IMPOSTAZIONE PROGETTUALE.
TANTO PREMESSO, AI SENSI DELL'ART.50 DELLO STATUTO COMUNALE, CON IL PRESENTE ATTO SI FORMULA LA SEGUENTE
mercoledì 22 luglio 2009
Pillole di storia capursese: la crisi politica del 1919 - 1920
domenica 19 luglio 2009
Estate ragazzi 2009: è terminata la XI edizione


sabato 11 luglio 2009
Petizione per il parco comunale di via Casamassima
Non si può dire che oggi sia stata una giornata di torrida estate.
Dopo la pioggia caduta abbondante verso mezzanotte e, di nuovo, alle cinque del mattino, possiamo tirare un sospiro di sollievo per il vento di maestrale che ha rinfrescato l'aria, scoraggiando il fine settimana nelle acque adriatiche preferite dai capursesi: in primis la marina di San Giorgio e, a seguire, quella di Torre a mare, S. Andrea, Cozze, Polignano e Monopoli.
Dopo una intensa giornata di lavoro, stasera, con mia moglie, abbiamo accolto la pressante richiesta di mia figlia di accompagnarla al parco comunale di via Casamassima, per trascorrere un momento di svago sui giochi per i bimbi.
L'impresa è stata ardua.
Il parco si presenta come una landa desolata ed abbandonata a se stessa.
La gran parte dei lampioni non funziona e, già all'imbrunire, regna un clima spettrale, atteso che i pochi visitatori, complice l'oscurità, appaiono come anime del purgatorio vaganti in attesa di un segno di luce.
L'unico locale che il Sindaco De Natale e la sua allegra compagnia avevano destinato a bar, risulta chiuso, con vetri rotti ed in totale stato di abbandono, con una saracinesca divelta e fonte di pericolo per i coraggiosi bambini che malauguratamente dovessero avvicinarsi.
I cestini gettacarte sono stati distrutti e non è possibile neppure disfarsi di un piccolo pezzetto di carta.
I giochi per bambini: che strazio!
Da almeno un anno sono divenuti del tutto inagibili per effetto di atti vandalici che non sono stati mai perseguiti e l'amministrazione comunale non ha fatto nulla per risanarli ovvero sostituirli, tanto, si sa, i bambini non votano!
La maggior parte dei giochi del parco comunale costituiscono la più grave fonte di pericolo per i nostri figli, essendo venute meno le condizioni minime di fruibilità.
Anche il campo da basket, fiore all'occhiello del progetto originario, si presenta in condizioni a dir poco pietose. Dall'epoca in cui, a luglio del 2008, si svolse il torneo di calcetto organizzato dall'amministrazione comunale sul medesimo campo (peraltro inidoneo a tale scopo) furono rimossi i due canestri e, dopo molta attesa, soltanto uno è stato rimontato atteso che l'altro è stato vandalizzato.
Ma c'è qualcuno che verifica lo stato della proprietà pubblica e le condizioni di fruibilità?
Analoghe considerazioni possono essere fatte anche per il campo di skate board e per quello di bocce.
Tutto il parco di via Casamassima, pur avendo compiuto appena un lustro ed essendo costato ai contribuenti almeno due milioni di Euro, sembra avviato ad un triste destino: l'abbandono.
Come cittadino capursese esprimo la mia più profonda indignazione nei confronti di chi ha avuto la responsabilità di tale degrado ed in particolare per l'operato dell'intera amministrazione De Natale che, per tutti i quattro anni, non ha mai preso a cuore la corretta gestione di questo parco come di tutte le altre aree a verde pubblico del nostro Comune: l riferimento è alla villa di via Madonna del Pozzo, al verde pubblico di Largo San Francesco, a quello di via Casamassima, di via Cellamare, di via Noicattaro, di via Aldo Moro, etc.
Ovunque il verde pubblico è stato abbandonato a se stesso, con la morte di tante piante che pure sono costate tanti danari pubblici.
Se questa è la situazione, tuttavia credo che, dopo l'indignazione, occorra pur sempre assumere una qualche iniziativa affinchè la nuova commissaria prefettizia prenda a cuore il problema ed assuma tutti i provvedimenti necessari per il recupero funzionale di tutte le aree verdi del nostro paese.
Gli interventi di manutenzione sono peraltro necessari ove si pensi alle imminenti festività della Madonna del Pozzo che, come ogni anno, faranno affluire nel nostro Comune alcune migliaia di pellegrini e turisti che, loro malgrado, troveranno un paese in stato di abbandono.
Per stimolare l'iniziativa della commissaria può essere opportuna una petizione da parte di chiunque abbia a cuore il problema del verde pubblico di Capurso, per garantire ai nostri figli un ambiente urbano più decoroso di quello attuale.
Chi sia interessato, può rispondere a questo post, dichiarandomi la sua disponibilità.
Pino Mariani
martedì 7 luglio 2009
ente comunale di consumo e cooperativa di consumo
La storia capursese in pillole: il fascismo a Capurso.
Il massimo esperto di storia locale, insegnante Gino Pastore -per tutti, meglio noto come il prof. Pastore- nel suo libro "Alalà capursesi - Dalla Fine della Grande Guerra alla nascita della Repubblica", edito da Levante editori nel 2001, ci fornisce una quadro particolarmente approfondito del periodo fascista a Capurso.
Già dal 1° gennaio 1917 era stato istituito a Capurso l'Ente Comunale di Consumo, uno strumento assimilabile ad una sorta di centrale pubblica per gli acquisti all'ingrosso di generi di prima necessità, quali la farina e la pasta. L'ente, chiuso il 30 aprile 1919, era stato presieduto, nell'ultimo periodo, dal Sindaco dell'epoca, il ricco commerciante di pellami Francesco Cinefra, sul cui operato, due noti e prestigiosi personaggi dell'"opposizione", avvocato Nicola Volpe ed il maestro Bartolo Di Terlizzi, appuntarono le loro penetranti critiche per la gestione a dir poco "paternalistica".
Nicola Volpe era un cattolico popolare, mentre il Di Terlizzi era socialista e tuttavia si unirono per costringere alle dimissioni la Giunta comunale proprio per le questioni annonarie.
In contrapposizione all'Ente comunale di consumo, l'avvocato Nicola Volpe, con atto a rogito del notaio Michele Sabino Volpe, costituì a Capurso, con una ventina di ex combattenti, la prima (e l'unica) Società cooperativa di Consumo per azioni, al chiaro scopo di assicurare ai propri soci i beni di largo consumo ai prezzi più bassi di mercato, così combattendo la speculazione commerciale locale e la politica a dir poco disinvolta dell'ente comunale di consumo.
Appena una settimana prima della fondazione, a Milano, dei Fasci di combattimento da parte di Mussolini ed altri militanti della sinistra socialista ed interventista (23 marzo 1919), a Capurso, il 16 marzo 1919 veniva inaugurata la sezione degli ex combattenti. L'iniziativa ebbe un immediato successo con un centinaio di iscritti che elessero come presidente l'avvocato popolare Nicola Volpe.
Dalle notizie che ci riferisce Gino Pastore è interessante sottolineare che le critiche degli oppositori dell'epoca (Avvocato Giovanni Venisti), oltre ad appuntarsi sulla gestione del Cinefra, ebbero ad oggetto anche la qualità della farina acquistata dall'ente comunale di consumo, affidato in gestione prima al circolo degli ex combattenti e poi al circolo Autonomo.
Mentre la gestione da parte degli ex combattenti assicurava la farina messa Noicattaro, a 62 centesimi di Lira al quintale, quella messa Capurso costava un centesimo in meno. Tuttavia c'era il trucco: la farina capursese aveva una maggiore quantità di crusca ed era meno raffinata ed anche mista alla ben più economica farina di granone (mais).
Le critiche dell'opposizione, poi, sottolineavano la mancata distribuzione del grano duro fornito dalla Prefettura di Bari al Comune di Capurso chiedendosi se, per caso, fosse servito a fare la semola "per quei maccheroni che ingordi speculatori vendono a £. 1.50 al Kg.", vale a dire ad un prezzo assolutamente inaccessibile dalla maggior parte della popolazione.
(fine prima parte).
giovedì 2 luglio 2009
INSEDIATA LA COMMISSARIA PREFETTIZIA
Da oggi tutti i poteri del Consiglio comunale, della Giunta e del Sindaco di Capurso sono nelle mani della commissaria prefettizia dott.ssa Schettini Paola Maria Bianca e dei suoi collaboratori sub commissari dottori Aiello Gaetano Ennio e Santoro Massimo.
Come cittadino capursese formulo alla commissaria ed ai suoi collaboratori i migliori auguri di buon lavoro, auspicando che, più degli amministratori decaduti, si facciano carico dei veri problemi della popolazione capursese.
A solo titolo indicativo segnalo il seguente percorso:
1.- Garantire da subito la presenza dei vigili per le strade del paese e nei luoghi pubblici, in modo da rendere visibile la presenza della pubblica autorità.
2.- Ripristinare la legalità circa l'uso dei numerosi beni immobili comunali, indebitamente utilizzati da privati per fini che non sono di pubblica utilità.
3.- Definire l'annosa questione concernente la retrocessione del convento di San Francesco da Paola.
4.- Avviare un urgente programma di risanamento della viabilità pubblica, diventata un colabrodo per le centinaia di buche e di ripristino urgente dei giochi destinati ai bambini ed oggetto di atti di vandalismo.
5.- Assicurare almeno l'ordinaria manutenzione di tutte le aree di verde pubblico che, attualmente sono in uno stato di sostanziale abbandono ed a rischio di incendio.
6.- Avviare con la massima urgenza i lavori di dipintura e pulizia straordinaria di tutte le scuole comunali, approfittando della sospensione delle lezioni per il periodo estivo.
7.- Costituire una consulta di tutte le associazioni sportive e culturali locali, per avviare un programma concertato di iniziative pubbliche, a partire dal prossimo autunno e fino all'insediamento della futura amministrazione elettiva.
8.- Costituire una consulta permanente di tutte le forze politiche locali per acquisire una migliore conoscenza delle problematiche capursesi.
9.- Avviare con urgenza le consultazioni con i consigli di circolo e di istituto delle scuole pubbliche capursesi (San Giovanni Bosco, San Domenico Savio e Gennaro Venisti) per individuare gli ulteriori fabbisogni della popolazione studentesca.
10.- Avviare le consultazioni con tutti i soggetti che si occupano di assistenza sociale sul territorio per individuare le problematiche esistenti ed approntare le corrispondenti soluzioni a tutela delle famiglie più deboli e delle persone anziane.
Come cittadino capursese dichiaro sin da ora la mia disponibilità a collaborare con la commissaria prefettizia affinchè possa svolgere al meglio il suo lavoro.
Pino Mariani
lunedì 29 giugno 2009
L'amministrazione di centro sinistra capeggiata dal Sindaco Beppe De Natale è arrivata al capolinea.
Il Consiglio comunale convocato dal commissario ad acta dott. Mario Aulenta non ha approvato il bilancio di previsione per il 2009, malgrado la diffida.
Scatta automaticamente lo scioglimento del Consiglio comunale ed il commissariamento da parte del Prefetto di Bari.
E' stato un consiglio comunale a dir poco "deprimente", in cui è andata in scena la peggiore immagine della maggioranza di centro sinistra, avvilupata in un ginepraio di accuse reciproche tra Sindaco ed alcuni suoi ex assessori e vicesindaci che non è neppure il caso di menzionare.
Il popolo capursese meritava di meglio che un gruppo scalcagnato di presunti amministratori che in quattro anni hanno dimostrato una scarsa capacità di iniziativa ed una totale incapacità di programmazione e realizzazione.
L'opposizione, da parte sua, non può certo cantare vittoria, avendo assistito come un convitato di pietra ad una faida tutta interna alla maggioranza di centro sinistra che, nel corso del tempo, ha perso una serie di pezzi, per sfaldamento progressivo.
Non posso gioire per un'amministrazione che cade, anche se non l'ho voluta.
Il paese sarà ora nelle mani di un anonimo commissario prefettizio che si comporterà come un asettico funzionario a giornata, sostanzialmente lontano dalle pulsioni quotidiane della gente di Capurso. Pur con le cautele del caso, meglio un Tonio Buono al quale chiedere di intervenire per riparare una buca o farsi accompagnare ad un ufficio, che un commissario che nessuno potrà incontrare per strada, salvo che per la processione della Madonna del Pozzo, con la fascia a tracolla.
La colpa più grande di De Natale è stata quella di non aver saputo creare un gruppo dirigente affiatato su programmi condivisi, almeno dalla maggioranza.
La responsabilità, tuttavia, non è solo sua, ma anche del suo partito che lo ha lasciato sostanzialmente solo, proiettato soltanto a garantire una decente figura al candidato locale per l'elezione provinciale.
De Natale ha preferito vivere alla giornata, pur di rimanere a galla, fino all'ultimo, sperando in un modesto aiuto da parte del consigliere Franco Nitti, che pure avrebbe potuto rifiutare il suo appoggio.
Nitti si è preso l'accusa di traditore da parte di qualche componente della minoranza che, a sua volta, ha sempre brillato per la propria prolungata assenza in consiglio comunale e per la confessata ignoranza di importanti vicende amministrative.
Tuttavia, malgrado il denigrante riferimento al noto piatto di lenticchie che Esaù accettò per rinunciare alla primogenitura in favore di Giacobbe, Franco Nitti ha mostrato un coraggioso senso di responsabilità nei confronti della comunità capursese, cercando di evitare il commissariamento di oltre un anno, a fronte del tradimento politico di chi, fino a pochi giorni fa, è stato investito della massima fiducia da parte del Sindaco De Natale.
Sarebbe stato più responsabile, da parte della minoranza, evitare il commissariamento per motivi di bilancio ed avviare un tavolo di trattativa con De Natale, ormai da tempo privo di maggioranza consiliare.
Cui prodest il commissariamento?
A nessuno.
E' infatti illusorio pensare che l'opposizione possa trovare beneficio dalla situazione che si è venuta a creare, per ragioni che spiegherò nei prossimi post.
L'aiutino di Franco Nitti è stato tuttavia inutile, in quanto il bilancio non è stato approvato dal Consiglio comunale.
Ora, tutti a casa.
Si riparte con l'iniziativa politica da parte di chiunque abbia qualcosa da proporre.
Spero soltanto che i miei concittadini siano più attenti al momento del voto, evitando di eleggere persone che non hanno voglia di risolvere i numerosi problemi di Capurso.
Servono persone e partiti che abbiano una proposta politica chiara e condivisa.
Basta con i personaggi che, in vario modo, hanno utilizzato la carica pubblica per fini a volte non intellegibili.
Voglio ricordare in proposito il macigno della domanda posta da De Natale prima di essere mandato a casa: perché su certe questioni che hanno interessato i privati e che non sono andate a buon fine, più che i diretti interessati, rimasti silenziosi, hanno "protestato" certi ex assessori?
De Natale, in proposito, nel corso del Consiglio comunale e prima della votazione sul bilancio, ha espressamente richiamato il noto insegnamento di Andreotti secondo il quale a pensare a male forse si fa peccato, ma a volte si azzecca.
Se De Natale dovesse aver azzeccato il cattivo pensiero, dovrebbe riferirlo a tutta la cittadinanza, non potendosi limitare a lanciare il sasso e nascondere la mano.
Spero che sul punto arrivi qualche commento.
Pino Mariani
sabato 27 giugno 2009
Oggi il nostro paese è balzato agli onori della cronaca nera nazionale per l'efferato omicidio di un noto personaggio locale, nel tranquillo pomeriggio di ieri.
Le modalità di esecuzione criminale non hanno nulla da invidiare alle più collaudate tecniche mafiose e terroristiche e sono raccontate dai giornalisti di cronaca nera che si sono occupati della vicenda.
Malgrado la gravità inaudita di quanto accaduto, i capursesi della piazza hanno mostrato una sostanziale indifferenza, continuando a frequentare bar e circoli ricreativi, come se nulla fosse accaduto a pochi metri da loro e come se il cadavere steso per terra, non meritasse neppure un segno di croce.
Nessun sussulto di protesta, nessuno scatto di rabbia, nessuna rassegnazione. Solo indifferenza per la morte altrui.
Ho avuto la sensazione di una società capursese che non ama se stessa e che soprattutto non spera niente dal futuro, sonnecchiando, in attesa che scorra la giornata.
Il delitto di ieri, però, non può e non deve lasciarci indifferenti.
Abbiamo il dovere di parlarne per capire cosa ci sta succedendo e di dare delle spiegazioni ai nostri figli.
Perchè si è arrivati a questo livello di barbarie?
Probabilmente ha ragione papa Benedetto XVI quando individua il nichilismo come fonte del disfacimento personale e sociale.
Una società che non crede più in niente resta del tutto indifferente alla vita ed alla morte.
Al fondo, la società capursese, malgrado la lunga tradizione religiosa, è sostanzialmente lontana da Dio, non riconoscendo più la sacralità della vita.
Mi viene in mente la riflessione che il grande scrittore russo Dostoevskij Fëdor pose sulla bocca di Mitja per affermare che se Dio non c'è, tutto è permesso.
Chiudo questo post, riproducendo il testo tratto dal libro "I fratelli Karamazov":
"E se Dio non esistesse? Se avesse ragione Rakitin, quando dice che è un’idea creata artificiosamente dall’umanità? Allora, se Dio non esiste, l’uomo è il re della terra, della creazione. Magnifico! Però come farà ad essere virtuoso senza Dio? (…) Perché la virtù che cos’è? Rispondimi Aleksèj. Per me è una cosa, per un cinese un’altra, dunque è una cosa relativa. Oppure no? Oppure non è relativa? è un problema insidioso.”
martedì 5 maggio 2009
Ho letto oggi per la prima volta sul blog di Vito Maurogiovanni (http/://vitomaurogiovanni.wordpress.com/2008) un interessantissimo profilo di Vituccio Lonero, concittadino nato a Capurso il 1886 e morto a Bari il 1958.
Il Comune di Bari gli ha dedicato una via centrale nel quartiere San Paolo ma il Comune di Capurso semplicemente lo ignora, pur avendogli dato i natali.
Da quanto ci fa sapere Vito Maurogiovanni, Vituccio Lonero Studia nella Scuola superiore di Commercio di Bari, prima facoltà dell'Ateneo barese. Dopo gli studi emigra in Francia, Germania e Gran Bretagna, dove frequenta l'Università di Nottingham. A Manchester fonda la ditta Saverio Lonero per la vendita dei merletti. In Italia, a Gallarate e Seveso fonda altre due aziende simili. Dopo la prima guerra mondiale, conosce il senatore Antonio De Tullio, Presidente della Camera di Commercio italo - orientale di Bari. Anche grazie a tale rapporto Vituccio Lonero viene nominato Direttore Generale della Federazione dei Commerciani ed inserito nello staff che avrebbe posto le basi della Fiera del Levante che fu inaugurata nel 1930 dal Re d'Italia con il discorso inaugurale affidato proprio a Vito Lonero.
Diventa insegnante di lingue presso l'Istituto tencico commerciale (attuale Vivante) ed ebbe fra i suoi allievi anche Nicola Tridente e Vittorio Triggiani, futuri presidenti della Fiera del Levante, nonchè Giuseppe Di Nardi, economista, cattedratico e socio nazionale dei Lincei.
Criticò l'entrata in guerra dell'Italia nella seconda guerra mondiale, guadagnandosi l'accusa di disfattismo.
Collaborò con radio Bari per insegnare l'inglese agli italiani meridionali sotto occupazione delle forze alleate.
Dopo aver collaborato a rilanciare la Fiera del Levante nel dopoguerra, muore nel 1958, ricevendo il cordoglio di Donato Menichella, Governatore della Banca d'Italia e di Giuseppe Di Nardi, economista.
Certamente è un capursese che ha dato lustro al paese natio e merita la nostra memoria, anche con l'intitolazione di una strada o di un'opera pubblica.
Pino Mariani

